436-LA FINE DELLA CORAZZATA AUSTRIACA

La corazzata austriaca "Santo Stefano".********** All'alba del 10 giugno 1918, la sezione dei MAS 15 e 21, comandata dal capita­no di corvetta Luigi Rizzo, che già il 9 dicembre 1917 aveva affondato nel porto di Trieste la corazzata au­striaca Wien, incrociava fra le isole di Premuda e di Gruiza dove nottetempo aveva effettuato operazioni di dragaggio.Alle 3,15, leggermente a poppavia del traverso e sul­la dritta, Rizzo avvistò una grande nuvola di fumo. Ignorava che si trattasse di navi da battaglia come ignorava che esse fossero uscite da Pola dirette a Cat­taro in relazione ad un piano combinato degli Sta­ti Maggiori austriaci che prevedeva, contemporanea­mente all'attacco dell'eser­cito sul Piave, la distruzio­ne dello sbarramento antisom, sistemato con navi e reti, nel canale di Otranto dalla nostra Marina in col­legamento con quelle al­leate. Senza saperlo, Luigi Rizzo si trovava di fronte al gros­so delle forze da battaglia nemiche che si stava tra­sferendo al sud attraverso i canali della Dalmazia per non richiamare la nostra vigilanza. Rizzo, tuttavia, riteneva che quel fumo non indicasse altro se non unità sottili uscite per at­taccarlo.Supposizione logica cui avrebbe dovuto seguire una decisione logica: disimpegnarsi perché l'avversario era più forte.Qualche minuto più tardi il capitano Rizzo constatò che si trovava di fronte due navi da battaglia: la Tegetthoff e la Santo Stefano. All'avvistamento, fece im­mediato riscontro lo spiri­to offensivo che animava gli uomini dei MAS. Anzi­ché accostare in fuori, Riz­zo mise la prora delle sue due barche sul bersaglio mantenendo bassa la velo­cità, allo scopo di evitare che i baffi di prora tradis­sero la sua presenza, ma serrando le distanze il più possibile: intendeva lancia­re dall 'interno delle silu­ranti di scorta e perciò, ad un certo momento, fu obbligato ad aumentare la ve­locità fino a 12 nodi. La manovra riesce. Il MAS 15 passa di poppa alla se­conda silurante della scor­ta laterale; giunge, senza essere avvistato ad una di­stanza di circa 500 metri, poco più poco meno; lan­cia i due siluri contro la corazzata di testa: la Santo Stefano. Neanche ora gli austriaci si accorgono dei MAS, né avvistano le scie dei siluri che colpiscono al centro la loro grande unità. Contemporaneamente, e con manovra autonoma, il MAS 21 (G.M. Aonzo) si portava all'attacco della Tegetthoff, ma uno dei siluri lanciati non si sganciò dal­le tenaglie, l'altro non esplose. La Santo Stefano non aveva eseguito alcuna manovra per evitare i silu­ri. Il cacciatorpediniere au­striaco alla sinistra di Riz­zo, accortosi del lancio, di­resse per tagliare la ritira­ta al MAS 15, che stava compiendo l'evoluzione, ed a mettersi sulla sua scia ad una distanza da 100 a 150 metri aprendo il fuoco di un sol pezzo con colpi ben diretti, ma leggermente al­ti che scoppiavano di prora. Per evitare la rettifica del tiro, Rizzo non usò le mitragliere: ma lanciò una bomba antisommergibile, che non scoppiò; una se­conda scoppiò invece pro­prio davanti alla prora del­la silurante che accostò im­mediatamente di 90°. Riz­zo accostò allora a sinistra, aumentando la distanza e perdendo di vista l'unità. La Santo Stefano affondò; la sua perdita era dovuta ad un'azione tattica basata sulla tradizione, oramai affermatasi, dei MAS e degli assaltatori della Marina ita­liana: attaccare ad ogni co­sto. L'azione vittoriosa di Rizzo superò, tuttavia, il successo tattico per assu­mere caratteri di chiara vittoria strategica: la fine della nave da battaglia fe­ce fallire, infatti, il piano contro lo sbarramento di Otranto, influendo direttamente sulla battaglia del Piave e di Vittorio Veneto. L'equipaggio del Mas 15 era composto, oltre che dal C.C. L. Rizzo dal: Capo timoniere, Armando Gori; Motorista 2° classe Emilio Manfredi; Sc. Cann. Giorgio Varchetta; Fuoch.Salvatore Annaloro; Fuoch. Giuseppe De Fano; Torp. S. Eraldo Bertucci; Marò sc. Letterio Donato: Marò Francesco Bagnato. L'equipaggio del MAS 21 oltre che dal G.M.Giuseppe Aonzo dal: S. Nocchiere Luigi Rossi; Cann. s.c. Quirino Capuano; Torp. M. Bruno Santarelli; Torp. S. Lorenzo Feo; Fuoch. A.M. Giovanni Callipari;Fuoch. A. M. Ugo Tomat.
Prima guerra mondiale
Tratto da Storia Illustrata anno 1973, del mese di 188, numero luglio. Autore: w. g.